Nuovi Contratti di Sviluppo

Il Programma di sviluppo oggetto del Contratto può essere di tipo industriale, turistico, agroalimentare, di tutela ambientale.

E’ composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca e sviluppo connessi e funzionali tra loro.

Il Contratto di Sviluppo prevede un mix di agevolazioni finanziarie la cui entità degli incentivi dipende dalla tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa.

L’investimento minimo è di 20 mln./€ per i settori industriale, turistico e di tutela ambientale, mentre per il settore agroalimentare è di 7,5 mln,/€.

Nel settore INDUSTRIALE finanzia progetti di investimento  nei settori manifatturiero, estrattivo, trasporti e della fornitura di energia (salvo i divieti e le limitazioni previste dalla normativa UE),  in alcune attività di gestione dei rifiuti e di risanamento ambientale nonché in alcune attività di servizio, informazione e comunicazione.

Il Contratto di Sviluppo TURISTICO finanzia progetti di investimento nel settore ricettività e  nelle eventuali attività integrative e nei servizi di supporto alla fruizione del prodotto Turistico,  le correlate attività commerciali complementari (nel limite del 20% degli investimenti da realizzare). L’impresa può richiedere le agevolazioni per sostenere un programma di investimenti da realizzare nell’ambito della propria unità locale, anche nel caso in cui abbia ceduto o intenda cedere, mediante contratto di affitto, l’azienda o il ramo d’azienda interessato dal programma proposto.

Il Contratto di Sviluppo per la TUTELA AMBIENTALE finanzia progetti per innalzare il livello di tutela ambientale dell’impresa proponente oltre le soglie fissate dalla normativa comunitaria vigente (o in assenza di questa), anticipare l’adeguamento a nuove norme dell’Unione (non ancora in vigore) che innalzano il livello di tutela ambientale, consentire maggiore efficienza energetica, creare impianti di cogenerazione ad alto rendimento, realizzare attività di riciclaggio e riutilizzo di rifiuti speciali di origine industriale e commerciale.

Nel settore AGROALIMENTARE non sono ammissibili i progetti di investimento diretti alla produzione di biocarburanti prodotti da colture alimentari; che prevedono un aumento della produzione superiore alle eventuali restrizioni previste dalla UE o per conformarsi alle norme dell’Unione europea in vigore.